Luca Enaia
Milanese di nascita, di quella Milano periferica multietnica e variegata, che di milanese non ha molto se non la grande varietà di genti, etnie e culture.
Cresciuto in una famiglia sempre in equilibrio instabile cercando di far convivere due culture molto diverse nella realtà di una Milano vista tangenziale coperta da una coltre di nebbia, che come un manto delicato calma e protegge.
I Parchetti di periferia, le manifestazioni in piazza, la discoteca, i neon, le colonne di san lorenzo, la kefiah palestinese, i motorini truccati e i bonghi che risuonano al sempione, la stecca e le altre realtà ormai scivolate via nella riqualificazione costante e nella brulicante trasformazione di questo grande formicaio, sono la sintesi della mia Milano, della mia generazione, fatta di contrasti e omologazioni che non ci si spiega a distanza di anni.
Il design e la grafica arrivano dopo, come conseguenza di un impulso, quello di voler lasciare un piccolo segno, un ricordo, una memoria e tutto è cominciato da qualche disegno su un foglio, poi muri e treni che non avevano ancora incontrato il colore.