Uomini Neri

(Tanto tempo fa… e adesso)

Un bel sorriso bianco e affascinante comparve tra la nebbia, un gradito saluto in una giornata grigia… non era solo, erano tre sorrisi gentili, splendidi e rassicuranti… quasi falsi. Lei avvolta nel suo cappotto bianco ricambiò il gesto con un piccolo cenno della testa e un sorriso appena accennato, superò le tre figure senza guardale e proseguì per la sua strada scomparendo nel grigiore di quella giornata uggiosa.

Un colpo… fu un colpo troppo forte alla testa per capire cosa stesse succedendo… un attimo di confusione e poi la certezza di essere in pericolo… in trappola. Corri, scappa si disse ma non ne ebbe la possibilità… troppe mani e braccia forti, per potersi muovere, per fuggire… urlò… urla di aiuto e di salvezza, ma queste incontrarono la nebbia, che tutto avvolge e nasconde.

Chiuse gli occhi per non vedere, per non capire, per non partecipare… rimase immobile come morta… sentiva solo la presenza di quelle tre figure sopra di lei che la circondavano, stringevano, manipolavano e rompevano per sempre… sentiva solo quell’aria pesante sulla sua faccia, talmente insopportabile da non riuscire a respirare… sentiva solo quei corpi che diventavano sempre più freddi e sempre meno umani, ormai cose… cose che iniziarono a puzzare, un tanfo mefitico e acre.

Tutto si fermò, le tre cose si allontanarono insieme al freddo dei loro corpi, ma non il fetore, che persistette a lungo nell’aria… li guardò andare via potendo solo riconoscere tre sorrisi, freddi, duri, veri e rossi come il sangue, il resto non era più umano… avevano perso il diritto di essere riconosciuti come tali… scomparvero nella nebbia, che ne nascose le forme ma non i miasmi.

Lei si alzò, raccolse il suo cappotto da terra, sporco e maleodorante… entrò nella nebbia e sparì odiando quegli uomini neri… quelle cose nere.