Giulia Dimarco
Nata il 3 ottobre 2005, fin da bambina ho sentito l’arte come un’estensione naturale di me stessa: una matita tra le dita è sempre stata il mio modo per osservare e riprodurre fedelmente ciò che vedevo. Il disegno è diventato presto la mia voce, il mio modo per catturare la realtà e restituirla secondo il mio sguardo.
A 14 anni ho scelto di iscrivermi al Liceo Artistico, dove ho potuto approfondire tecniche e linguaggi espressivi. Ho sperimentato con curiosità e passione vari strumenti artistici: carboncino, pittura a olio, acrilico e acquerello. Credo profondamente che la tecnica utilizzata non sia mai una scelta casuale, ma parte integrante del messaggio visivo: ogni mezzo ha il potere di amplificare un’emozione, un concetto, una sensazione.
Per la rappresentazione della fiaba “Piccoli confetti bianchi”, ho scelto la tecnica dell’acquerello. Le sue trasparenze, le colature e le macchie fluide mi hanno permesso di trasmettere la cupezza e la drammaticità della scena, rafforzandone l’atmosfera emotiva.
Ad oggi, il mio hobby principale è il disegno realistico realizzato esclusivamente con una penna Bic: una sfida che mi permette di affinare il controllo del tratto e la resa dei dettagli, ed è proprio da questa passione che nasce la mia volontà di specializzarmi nel tatuaggio realistico.
Attualmente sono un’apprendista tatuatrice. Il mondo del tatuaggio mi ha sempre affascinata: lo sento come un’estensione della mia arte, una forma di espressione corporea profonda e significativa. Il mio sogno è quello di trasferire sulla pelle ciò che oggi creo sulla carta — con una semplice penna — trasformando ogni immagine in un’emozione da portare con sé per sempre.